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Roma,
20 nov. - (Adnkronos) - Tradotti
i colori in suoni grazie ad una sofisticata tecnologia,
che consente cosi' anche ai non vedenti di percepire le preziose
sfumature di un'opera d'arte.
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A tradurre pennellate
celebrate nei secoli in suoni accessibili a chi non puo'
vedere, e' una sofisticatissima tecnologia
basata sulla sinestesia, il fenomeno che consente alle
persone di associare, spontaneamente, ad un tipo di stimolo
percettivo un altro stimolo, ad esempio associando ad un
preciso suono un altrettanto preciso colore. Questa
tecnologia, sperimentata per la prima volta su un dipinto di
Raffaello alla Galleria Borghese di Roma nell'ambito del progetto
europeo Help, e' stata ora installata, per la prima
volta e permanentemente nella casa
dei Vettii di Pompei. Ecco cosa ha rivelato Francesco
Antinucci, scienziato dell'Istituto di scienze e tecnologie
della cognizione (Istc) del Cnr di Roma. ''Il problema della
percezione visiva nel caso dei non vedenti -spiega- puo'
essere scomposto in due problemi: quello della forma e quello
del colore. Per la prima i non vedenti, entro certi limiti di
scala, possono avvalersi di una traduzione nella modalita'
tattile, perche' il mondo delle forme puo' essere
sensorialmente percepito attraverso il tatto''.
Ma la soluzione tattile non e'
pero' disponibile per il colore, che e' una qualita'
esclusivamente ottica., cosi' per risolvere il ''problema
della percezione visiva nel caso dei non vedenti -continua
Antinucci- abbiamo sfruttato la 'sinestesia': il ben noto
fenomeno per cui, in tutti gli individui, un tipo di stimolo
percettivo ne evoca spontaneamente un altro, come quando, ad
esempio, diciamo che un colore e' 'caldo' o 'freddo',
associando una percezione tattile a una visiva''. ''Una tipica
associazione sinestesica e' quella tra
colori e suoni, ed e' appunto quella -prosegue lo
scienziato- che abbiamo utilizzato, facendo corrispondere a
ciascun possibile colore, un suono musicale in modo
sistematico: cosicche' a ogni variazione di colore
corrispondesse un'identica, per direzione e intensita',
variazione del suono musicale''. Per ottenere questo
risultato, i ricercatori del Cnr hanno allora utilizzato ''un
algoritmo che stabilisce la corrispondenza al livello delle
tre variabili che costituiscono qualsiasi colore, cioe'
tonalita', luminosita' e saturazione, con le tre variabili
-aggiunge ancora Antinucci- che costituiscono qualsiasi suono
musicale, quali timbro, altezza e intensita'''.
Ed un esempio visibile di questa
nuova tecnologia e' l'istallazione permanente situata presso
gli scavi di Pompei, collegata all'affresco 'Eracle
infante che strozza i serpenti' della Casa dei Vettii,
in cui e' messo in scena un episodio dell'infanzia di Eracle.
''La scelta di riprodurre in suoni proprio i colori di questo
quadro -spiega il Cnr- e' stata dettata sia dalla sua
eccellente qualita' sia dal suo ottimo stato di conservazione,
dovuto alla rapidita' e all'accuratezza con cui si e'
proceduto al restauro e alla copertura integrale
dell'abitazione immediatamente dopo lo scavo, compiuto fra il
1894 e il 1896''. Ma non e' l'unico. ''L'apparato sviluppato
e' la seconda realizzazione del sistema -sottolinea il
ricercatore dell'Istc-Cnr- e prima di questa, c'e' stato il
prototipo sperimentale realizzato nell'ambito del progetto di
ricerca europeo Help''. ''Questo prototipo, identico
all'attuale impianto di Pompei, sia nelle modalita' di
realizzazione del modello plastico tridimensionale sia nel
programma che opera la traduzione dei colori in suoni
musicali, -ricorda infine lo scienziato- era stato realizzato
sul 'Ritratto di giovane donna con liocorno', il dipinto di
Raffaello conservato alla Galleria Borghese di Roma''. Info: www.cnr.it
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