Egregio
Sig Russo, le invio poche considerazioni in qualità di medico di
famiglia a seguito dell'articolo di scherno pubblicato a pag. 9 del
quotidiano ", Il Giorno" di oggi 8 ottobre 2004.
1. La convenzione è in fase di rinnovo dopo essere scaduta da quattro
anni (l'adeguamento rispetto all'inflazione era invece rimasto fermo al
1997). Su questo punto i metalmeccanici che lei cita nell'articolo hanno una
posizione contrattuale sicuramente migliore rispetto alla nostra.
2. Lo stipendio non è netto. Paghiamo tasse, spese di studio, affitto,
segretaria, posteggio per la macchina (il comune non ci permette di
avere un pass per posteggiare l'auto nelle strisce per i residenti), corsi di
aggiornamento, computer e relativi aggiornamenti, assicurazioni
personali e per lo studio. A differenza dei custodi dei condomini, che quando vanno
in vacanza si rivolgono all'amministratore per trovare un sostituto pagato
dal condominio stesso, noi il sostituto dobbiamo trovarcelo e pagarcelo;
siamo peraltro anche liberi di non andare in vacanza. Oltre alle spese di
normale gestione dello studio lo stato ci permette di pagare le tasse nei tempi
stabiliti. Esperti in economia (sicuramente non nostri colleghi) dopo
averci
fatto i conti in tasca hanno stabilito che i medici di famiglia che
hanno
meno di 1000 assistiti lavorano in perdita.
3. 44,72 euro è la quota capitaria forfetaria media che un medico
riceve ogni anno perchè il suo assistito possa chiamarlo (anche tutti i giorni
al proprio domicilio) o si rechi presso lo studio medico (anche tutti i giorni). Considerata una media di 230 giorni lavorativi per anno
(esclusi sabati, domeniche ed esagerando su 30 giorni di festività canoniche),
il costo della nostra disponibilità, professionalità, attenzione e
cura del paziente, oltre alla nostra partecipazione ai progetti aziendali,
programmi vaccinali, programmi preventivi, supporto sociale, (la definizione
europea 2002 dei ruoli del medico di medicina generale è disponibile su
internet) è di 0.194 euro al giorno.
4. Sarò lieta di ospitare il sig Russo presso il mio studio per il
tempo che riterrà sufficiente per ritrattare l'assai poco veritiera serie di
inutili cattiverie stampata sul quotidiano. Se è abituato a pranzare, però, si
porti qualcosa da casa che potrà mangiare tra una visita domiciliare e
l'altra.
li
09.10.2005
Maria Cristina Campanini, MMG -
SNAMI ROSA