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Partito salute, Falconi punta alle urne

L'idea, lanciata all'ultimo congresso della Fimmg, a molti è sembrata una provocazione e le reazioni sono state poco favorevoli, ma l'idea va avanti e si punta alle urne

"Un partito della salute" per difendere il Servizio sanitario nazionale. Per difendere "quei principi fondanti che sono la solidarietà nel finanziamento, l'equità nell'accesso alle cure e l'uguaglianza dei cittadini di fronte al diritto alla salute".

Mi sembra che manchi un accenno alla questione che si sta facendo di tutto per non permettere ai medici di lavorare in modo decoroso; i contratti con cui lavoriamo ne sono la prova, tanto da farmi pensare che il servizio sanitario nazionale più che difeso vada forse modificato. Vero è che che i cittadini hanno il diritto di avere cure mediche e programmi preventivi che si attengono alle necessità e rispondono alle aspettative, cose che poco hanno a che fare con l’altisonante frase che rivendica il  diritto alla salute

Cosi' Mario Falconi, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) descrive il partito, che dovrebbe 'correre' alle prossime elezioni politiche del 2006, in un'intervista al quindicinale "Il Bisturi". L'idea, lanciata all'ultimo congresso della Fimmg, a molti è sembrata una provocazione e le reazioni sono state poco favorevoli, ma l'idea va avanti e si punta alle urne.

"Sono anni che denunciamo, come sindacato, come medici e come cittadini, che il sistema sta saltando. E da anni - afferma Falconi - formuliamo le nostre proposte per fare della sanità italiana non più un mero fattore di spesa, ma un vero e proprio volano per lo stesso sviluppo economico del Paese. E cosa abbiamo ottenuto? Niente.

 Un grande assordante silenzio.

Non è vero; la visione della sanità come un volano per lo sviluppo economico è stata messa in pratica perfettamente dalla FIMMG firmando l’ACN che si è rivoltato come un boomerang sui  medici di famiglia.

 E' vero, nei nostri congressi e nelle nostre manifestazioni, la politica risponde sempre con apparente condivisione. Ma poi, nei fatti, quando si tratta di stilare le priorità dell'agenda nazionale e regionale, cosa accade? Accade che la sanità viene relegata a 'problema', a 'deficit', a emergenza economica'. E accade che nelle sale della politica, in Parlamento e nel Governo, non vi sono voci potenti a difendere il sistema e a credere nelle sue straordinarie potenzialità. Noi vogliamo diventare quelle voci". Ma - fa notare l'intervistatore - le prime risposte al partito non sono state positive. "Qualcuno ha pensato che la mia intenzione fosse quella di fare un partito dei medici e quindi si è temuta una sorta di invasione di campo, di invadenza nelle autonomie sindacali di categoria. Ma non è assolutamente così. Il punto è: se condividete la mia analisi, se siete d'accordo sul fatto che il Ssn è in pre-agonia, che la sanità non è tutelata, che gli stessi medici e professionisti della salute rischiano di vedere intaccati i loro stessi diritti, cosa pensate di fare? Io ho lanciato una proposta. Ambiziosa, forse troppo ardua da portare a termine nei pochi mesi che abbiamo di fronte fino alle prossime elezioni e certamente dirompente rispetto al tran tran della nostra attività sindacale e associativa. Ma è una proposta alla quale sarebbe serio rispondere con argomenti ed eventuali controproposte e non con sberleffi o derisioni che offendono più chi li fa che chi li riceve.

E che cosa farà la Fimmg? "La Fimmg - assicura - è e resterà sempre autonoma rispetto alla politica. E lo sarà anche nei confronti dell'eventuale neo partito della salute. Ma la nostra è un'associazione democratica, partecipata attivamente dai suoi iscritti. Per questo ho già convocato un Consiglio nazionale per il 12 novembre che dovrà decidere la data del Congresso straordinario da fare entro l'anno, dove sarà votata la decisione, o meglio l'autorizzazione al segretario nazionale, di portare avanti l'idea e il progetto del partito".

Quanto alla collocazione di questo nuovo partito tra gli attuali schieramenti, Falconi chiarisce: "Sarà una decisione fondamentale e come tale non sarò certo io da solo a prenderla. Lo decideremo insieme agli altri fondatori al momento opportuno. Nel caso in cui il calendario non consenta di rispettare tutte le tappe per la fondazione del Partito e la presentazione delle nostre liste, andremo avanti in ogni caso creando un nucleo fondante del futuro partito. In quella veste - conclude - faremo sì che si creino comunque occasioni e modi per interferire positivamente nella definizione dei programmi e nella scelta dei candidati che competeranno alle prossime elezioni politiche del 2006.

Speriamo che prima delle elezioni politiche del 2006 il Dr Falconi non organizzi le “primarie” o gli venga in mente di chiederci un contributo (volontario, per carità!!) per sostenere il suo partito della salute (forse intendeva questo riferendosi alla solidarietà nel finanziamento?). Altro che boomerang…

 

 

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