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Il percorso della maternità in Italia
Come viene assistita la gravidanza?

L’assistenza in gravidanza
Quasi la totalità delle donne che hanno avuto figli negli ultimi cinque anni sono state seguite da un operatore sanitario durante la gravidanza (99,6%): una quota elevata come negli altri paesi dell’Europa occidentale. La figura professionale scelta più frequentemente dalle donne durante la gravidanza è quella del ginecologo privato che lavora anche in una struttura pubblica (48,7%); segue il ginecologo esclusivamente privato (32,2%), mentre è nettamente più basso il ricorso al ginecologo che lavora unicamente in una struttura pubblica (16,2%).

Visite mediche ed ecografie svolte in gravidanza
I dati indicano che la maggior parte delle donne si sottopone a controlli nei primi mesi di gestazione: 93,3% delle mamme ha effettuato la prima visita entro il terzo mese di gestazione ed una quota lievemente inferiore (84,5%) si è sottoposta nello stesso periodo alla prima ecografia. I controlli prenatali tardivi o assenti sono generalmente associati ad una giovane età della donna e ad un basso livello di istruzione. Il numero medio di visite mediche durante la gravidanza è pari a 6,8 e quello relativo alle ecografie è pari a 5,2. Si riscontra un numero maggiore di ecografie nel Sud e nelle Isole (5,5) mentre nel Nord- Ovest si effettuano più visite (7,2). Il numero di controlli è elevato non solo per le donne in età avanzata e che hanno avuto gravidanze difficili, ma anche per coloro che hanno avuto una gravidanza senza disturbi.

Le informazioni sulla diagnosi prenatale
Dall’indagine risulta che 16,7% delle donne non è stato informato da nessuno circa la possibilità della diagnosi prenatale, ma al crescere dell’età il livello di informazione aumenta: mentre tra le giovani fino a 24 anni si osserva la quota più bassa di donne informate (71,7%), la percentuale cresce a 94,2% fra quelle che hanno avuto figli a 40 anni e più. Il numero delle donne informate è più basso nelle Isole (76,6%) e nel Sud (78,1%), mentre la quota più alta si osserva nel Nord-Ovest (89,9%).

I corsi di preparazione al parto
Quasi un terzo delle donne che hanno avuto figli nei cinque anni precedenti la rilevazione ha partecipato ad un corso di preparazione al parto (29,7%). Le differenze a livello territoriale sono molto nette: mentre nel Nord le donne che frequentano corsi di preparazione al parto superano il 40% e nell'Italia centrale la percentuale si mantiene abbastanza elevata (38,3%), nell'Italia meridionale solo 10,4% delle donne ha partecipato a questi corsi. Fra quante non hanno partecipato a corsi di preparazione al parto, ben 29,3% delle donne residenti in Italia meridionale e 28,2% di quelle dell'Italia insulare dichiara di non aver potuto frequentare i corsi di preparazione al parto per mancanza di servizi disponibili.

Il luogo del parto
La maggior parte delle donne italiane (89,1%) partorisce in una struttura pubblica; seguono, a grande distanza, le strutture private accreditate (6,2%) e quelle private (4,4%). Soltanto 0,2% ha partorito in casa. Il ricorso alla struttura pubblica per il parto è maggiore al Nord e al Centro - nel Nord-Est raggiunge 95,2% - e molto più basso nell’Italia Meridionale (81,3%), dove 11,6% delle donne si rivolge all’assistenza sanitaria privata.

I parti cesarei
67,7% delle donne ha avuto un parto spontaneo e 29,9% un parto cesareo, dato che corrisponde sostanzialmente alla rilevazione attraverso statistiche sanitarie. Il fenomeno è maggiormente diffuso nel Sud e Isole: 35,8% delle donne nell’Italia insulare e 34,8% nell’Italia meridionale ha avuto infatti un parto cesareo. L'incidenza di parti cesarei è particolarmente alta nelle strutture private, dove si raggiunge una percentuale di 47,6%, superiore di quasi venti punti percentuali a quella che si rileva nelle strutture pubbliche (28,5%).

La presenza di familiari o amici al momento del parto o del travaglio
Il 62,7% delle donne che hanno avuto un parto, spontaneo od operativo, ha riferito che il padre è stata la persona più vicina nel momento del travaglio o della nascita del bambino. Il padre è presente nella quasi totalità dei casi nel Nord-Ovest (85,5%), mentre solo il 31,7% delle donne residenti nel Sud ed il 48,4% nelle Isole l’ha avuto vicino nel momento del travaglio o del parto. Complessivamente il 25,4% delle donne non ha avuto nessuno vicino al momento del travaglio o del parto; nel Sud e nelle Isole tale quota sale rispettivamente al 48,4% ed al 37,4%. Fra quante sono state sole al momento della nascita del loro bambino ben il 46,7% ha riferito che ciò è avvenuto per imposizione della struttura sanitaria. La percentuale sale al 59,7% nell'Italia insulare ed al 58,7% in quella meridionale.

L’allattamento al seno
Dall’indagine risulta che l’81,1% delle donne che hanno avuto figli nei cinque anni precedenti l’intervista (pari a poco meno di due milioni) ha allattato al seno il proprio bambino, in media per un periodo di 6,2 mesi. Il 26,6% delle mamme ha allattato per più di 6 mesi mentre il 24,4% delle donne ha interrotto dopo tre mesi. Questo dato è in evidente contraddizione con quanto rilevano altre indagini, effettuate ad esempio in occasione di sedute vaccinali, dalle quali emergono valori di allattamento al seno a sei mesi notevolmente inferiori a quelle riportate nell’indagine Istat.

L’analisi dei dati contenuti in questa ricerca deve tenere costantemente presenti i limiti delle indagini tramite intervista, per le quali è dimostrata una tendenza a sovrastimare sistematicamente i risultati.

 

 

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