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Ancora sulla intervista del Prof. Broggi sulle donne medico

Continuano le polemiche suscitate dalla pubblicazione sul Corriere della Sera del 1° giugno scorso dell'intervista al Prof. Broggi sulle donne medico: "Serve Forza, non sono adatte alla chirurgia".

Pubblichiamo volentieri l'opinione di tre donne medico che svolgono quotidianamanete la loro attività di neurochirurgo

Siamo tre donne che hanno scelto di fare il neurochirurgo e siamo rimaste costernate nel leggere l’intervista rilasciata dal Prof. Broggi al giornalista Domenico Numera, uscita sul Corriere della Sera del giorno 1/6/05. Riteniamo infatti che le dichiarazioni che Egli ha rilasciato siano lesive della dignità professionale di tutti coloro (uomini e donne) che hanno intrapreso questa specializzazione: proprio per le difficoltà intrinseche della materia non è possibile prescindere da ben altre qualità e diventa quindi estremamente riduttivo farne una mera questione di forza fisica. Considerato il ruolo autorevole del Prof. Broggi e la capillare diffusione di un quotidiano come il “Corriere della Sera”, le sue affermazioni chiaramente discriminatorie suonano inoltre pericolose in quanto potrebbero suscitare sfiducia da parte dei pazienti nei confronti dei neurochirurghi di sesso femminile.

Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, noi abbiamo deciso di specializzarci in neurochirurgia assolutamente consapevoli dell’impegno che questa disciplina chirurgica comporta. Fin dai tempi della specializzazione, abbiamo sostenuto senza difficoltà il lavoro di sala operatoria e pesanti turni di guardia e reperibilità, mai venendo meno ai nostri doveri. Da oltre dieci anni lavoriamo in reparti neurochirurgici dove ci sentiamo assolutamente integrate nella realtà lavorativa del nostro settore, abbiamo un rapporto del tutto paritario con i nostri colleghi e continuiamo ad essere entusiaste del nostro lavoro.

Decidere di diventare neurochirurgo è sicuramente una scelta professionale di grande impegno ma siamo convinte debba prescindere dall’identità di genere della persona: affermazioni come “le donne non sono adatte alla neurochirurgia” gettano le basi del pregiudizio, con il conseguente rischio di limitare drasticamente la libertà di scelta individuale.

Barbara Cappelletto e due Colleghe dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia, Udine

(l'articolo Corriere)

(Gli interventi Campanini e Tisi)

 

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