|







| |
Milano e
provincia hanno subito dal punto di vista lavorativo trasformazioni rapide e
profonde negli ultimi decenni, con
un ruolo professionale femminile sempre più rappresentato dal punto di vista
numerico (ricordiamo che i dati percentuali di impiego femminile in Lombardia
sono in linea con quanto auspicato dalla Comunità Economica Europea).
Lo stesso Governo italiano ha sottoscritto la piattaforma della Conferenza di
Pechino dell’ONU sulla condizione femminile e si è impegnato affinché la
rilevazione, la produzione e la diffusione delle statistiche in tutti gli
ambiti avvenga tenendo conto del dato di genere.
La disponibilità di statistiche di genere a livello locale è un mezzo per
aiutare a comprendere questi mutamenti e quanto questi possono incidere sulla
vita dei cittadini, oltre che strumento di supporto per tutti coloro che sono
predisposti allo sviluppo professionale locale.
La prima
occhiata alla popolazione residente, nella tabella sottostante.
Popolazione
residente al 1 Gennaio 2005 per età, sesso e stato civile. Provincia Milano.
Valori Assoluti
MASCHI
|
Eta'
0-5
6-10
11-19
20-24
25-29
30-34
35-39
40-44
45-49
50-54
55-59
60-64
65-79
80
E Più
TOTALE
|
Celibi
110.540
83.882
146.386
89.912
108.121
100.926
65.698
37.294
21.477
14.530
11.509
8.689
14.989
2.182
816.135
|
Coniugati
0
0
21
1.485
16.803
66.112
109.805
117.191
104.634
100.195
108.430
98.088
212.274
34.633
969.671
|
Divorziati
0
0
6
64
175
732
2.851
4.608
4.838
4.557
4.186
3.010
3.829
426
29.282
|
Vedovi
0
0
1
5
17
56
175
451
672
1.292
2.440
3.747
20.340
13.694
42.890
|
Tot.Maschi
110.540
83.882
146.414
91.466
125.116
167.826
178.529
159.544
131.621
120.574
126.565
113.534
251.432
50.935
1.857.978
|
FEMMINE
|
Eta'
0-5
6-10
11-19
20-24
25-29
30-34
35-39
40-44
45-49
50-54
55-59
60-64
65-79
80
E Più
TOTALE
|
Nubili
104.448
78.018
137.123
80.189
83.606
66.620
42.912
26.779
17.048
12.083
10.465
9.067
27.935
11.869
708.162
|
Coniugate
0
0
240
6.136
36.409
90.461
121.682
120.231
107.801
103.576
108.191
94.223
167.553
16.882
973.385
|
Divorziate
0
0
3
54
330
1.775
5.059
6.874
7.037
6.627
6.325
4.840
7.274
1.448
47.646
|
Vedove
0
0
0
14
83
344
1.072
1.969
3.235
5.726
11.200
18.567
119.774
90.061
252.045
|
Tot.
Fem.
104.448
78.018
137.366
86.393
120.428
159.200
170.725
155.853
135.121
128.012
136.181
126.697
322.536
120.260
1.981.238
|
Fonte:
ISTAT
Vediamo la
suddivisione nelle varie fasce di età suddivisa per sesso.
Composizione
della popolazione residente al 1 Gennaio 2005 per età e sesso Provincia
Milano.
|
Eta'
0-5
6-10
11-19
20-24
25-29
30-34
35-39
40-44
45-49
50-54
55-59
60-64
65-79
80
E Più
|
Maschi
51,4
51,8
51,6
51,4
51,0
51,3
51,1
50,6
49,3
48,5
48,2
47,3
43,8
29,8
|
Femmine
48,6
48,2
48,4
48,6
49,0
48,7
48,9
49,4
50,7
51,5
51,8
52,7
56,2
70,2
|
Fonte:
Provincia di Milano dai dati ISTAT
Diamo
un’occhiata all’attività lavorativa.
Avviamenti
al lavoro in provincia di Milano per sesso e qualifica Anno 2004-2005 (valori
percentuali)
QUALIFICA
2004 2005
Femmine
Maschi
Femmine Maschi
imprenditori
0,3
1,1
0,4
1,3
dirigenti
4,5
4,3
5,3
4,9
tecnici 14,3
11,9
12,8
12,6
impiegati
25,6
11,9
21,9
10,8
add.vendite
35,7
20,0
42,9
25,4
op.spec
2,3
14,0
2,0
12,7
cond.impianti
3,4
8,6
2,8
7,3
pers.non
qualificato 13,8
28,1
11,9
25,0
Totale
100,0
100,0 100,0
100,0
Fonte:
Provincia di Milano- Osservatorio mercato del lavoro - 2004-2005
I
dati relativi alla natalità lombarda sono in linea
con quelli nazionali.
Numero
medio di figli per donna
2002
2003 2004
2005 2006
Lombardia
1,25 1,27
1,35 1,35
1,41
ITALIA 1,27 1,29
1,33 1,32
1,35
Fonte:
ISTAT
Omogenei
sono anche i dati regionali circa l’età media dei genitori alla nascita del
primo figlio, così come la speranza di vita alla nascita.
Età
media dei genitori alla nascita del figlio. Anno 2004
|
Province
|
Età
media Padre
|
Età
media Madre
|
|
Varese
Como
Lecco
Sondrio
Milano
Bergamo
Brescia
Pavia
Lodi
Cremona
Mantova
Lombardia
|
34,9
35,1
35,1
34,7
35,2
34,8
34,4
34,5
34,7
34,3
34,3
34,9
|
31,2
31,4
31,2
30,8
31,7
30,6
30,3
30,7
30,6
30,4
30,1
31,0
|
Fonte:
ISTAT
|
Speranza
di vita alla nascita - Anno 2005
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Codice
Regione
|
Regione
|
Speranza
di vita alla nascita
|
|
|
Maschi
|
Femmine
|
|
|
010
|
Piemonte
|
77,3
|
82,9
|
|
|
020
|
Valle
d'Aosta
|
77,3
|
82,9
|
|
|
030
|
Lombardia
|
77,6
|
83,5
|
|
|
041
|
Prov
Auton. Bolzano
|
78,2
|
83,7
|
|
|
042
|
Prov.
Auton. Trento
|
78,2
|
84,4
|
|
|
050
|
Veneto
|
77,9
|
84,0
|
|
|
060
|
Friuli
Venezia Giulia
|
77,8
|
83,1
|
|
|
070
|
Liguria
|
77,3
|
82,9
|
|
|
080
|
Emilia
Romagna
|
78,1
|
83,6
|
|
|
090
|
Toscana
|
78,4
|
84,0
|
|
|
100
|
Umbria
|
78,0
|
83,8
|
|
|
110
|
Marche
|
78,8
|
84,7
|
|
|
120
|
Lazio
|
77,6
|
82,7
|
|
|
130
|
Abruzzo
|
77,2
|
83,8
|
|
|
140
|
Molise
|
77,2
|
83,8
|
|
|
150
|
Campania
|
76,1
|
81,8
|
|
|
160
|
Puglia
|
78,5
|
83,5
|
|
|
170
|
Basilicata
|
77,6
|
83,4
|
|
|
180
|
Calabria
|
77,6
|
82,9
|
|
|
190
|
Sicilia
|
77,4
|
82,3
|
|
|
200
|
Sardegna
|
77,2
|
83,6
|
|
|
|
Italia
|
77,6
|
83,2
|
|
|
Fonte:
ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica, dal sito del Ministero della
Salute
|
|
|
Problematico
e spinoso rimane sempre in Lombardia il problema degli asili nido sia come
dato regionale che a livello nazionale.
Sono diversi
i motivi per cui i bambini non frequentano gli asili nido. In Lombardia il
17.4 % dichiara che gli asili sono carenti nel comune di residenza o troppo
distanti da raggiungere (in Italia il 22.3%). L’11.1% lamenta una carenza di
posti (19.6% in Italia) o una difficoltà di conciliazione di orari (17.5% in
Lombardia vs 15.5% in Italia). Il dato che si scosta di più è però quello
economico: il 43.9% delle donne lombarde reputa le rette di iscrizione
eccessivamente costose (vs il 28.5% in Italia).
Dai dati
riportati a livello regionale e nazionale si rileva un mondo sempre più
“rosa”; questo impone che le cosiddette politiche di genere non rimangano
un modo di dire ma si occupino di favorire e armonizzare le attività
professionali, familiari e di salute del mondo femminile.
Il
Ministro della Salute Livia Turco ha recentemente istituito una commissione
per la salute delle donne. Gli obiettivi della Commissione sono:
elaborazione
del Piano strategico intersettoriale per la promozione e tutela della salute
psico-fisica delle donne;
elaborazione
degli aspetti propedeutici della Conferenza Nazionale delle donne;
approfondimento
dei seguenti temi: la medicina di genere, la salute riproduttiva, il percorso
di nascita, gli aspetti preventivi nelle varie fasi della vita delle donne;
elaborazione,
in armonia con le disposizioni contenute nel titolo V della Costituzione, di
linee guida per l'aggiornamento del Progetto Obiettivo Materno Infantile,
adottato con D.M. 24 aprile 2000
In
occasione dell'insediamento della Commissione nel giugno ultimo scorso, il
Ministro Livia Turco è intervenuto per sottolineare l'importanza della
promozione della salute delle donne e della loro piena partecipazione nei
luoghi decisionali della politica e delle istituzioni.
“La
promozione della salute delle donne e dei bambini è infatti un grande tema,
politico e culturale insieme, che coinvolge la responsabilità diretta delle
politiche sanitarie, ma anche quella delle politiche non sanitarie. Che
interessa la qualità dei servizi, ma anche la qualità del modello sociale
complessivo di riferimento. Che attiene alla professionalità degli operatori,
ma anche alla consapevolezza e competenza delle persone.
Per promuovere efficacemente la salute delle donne
occorre attivare politiche, risorse, servizi, professionalità, ma anche
costruire socialità, favorire mutamenti nel tessuto sociale delle relazioni,
prassi sociali di solidarietà, di reciprocità, libertà e responsabilità
tra le donne e gli uomini.”
Il Ministero ha deciso,
inoltre, di promuovere
la Prima Conferenza
nazionale sulla salute delle donne, che si svolgerà l’8 marzo del
prossimo anno, con la predisposizione di un Piano Intersettoriale.
Questo evento è del tutto inedito per i governi del nostro Paese e
rappresenterà un primo risultato dell’azione intersettoriale che viene
promosso a favore della salute
delle donne.
Riportiamo alcuni passaggi che
il Ministro Turco ha segnalato nel discorso di presentazione della commissione
in Parlamento.
“La
promozione della salute delle donne per essere tale necessita innanzitutto dei
dati sulla prevalenza di malattie e disturbi nei due generi, ma anche dei dati
sulle condizioni di lavoro e di vita, sui ruoli sociali e familiari, sulla
natura e sulla qualità delle relazioni, sui vissuti delle donne”.
䀂?
Rispetto
alle condizioni di lavoro, sebbene la medicina del lavoro abbia conseguito
risultati importanti per la tutela della salute sui luoghi di lavoro, sono
state considerate esclusivamente le caratteristiche bio-psichiche e
socio-economiche del lavoratore maschio. Delle donne si parla soltanto nel
periodo della gravidanza, in rapporto esclusivamente ai rischi del nascituro.
Anche la tutela della fertilità di coppia rispetto ai possibili rischi
occupazionali, sia delle donne che degli uomini, ha avuto scarsa attenzione.
Anche laddove è prevalente la presenza delle donne in settori specifici, gli
infortuni (che manifestano un trend in aumento) e le malattie professionali
che riguardano le donne ed il loro tipo di impiego (per esempio le dermatosi,
i disturbi muscoloscheletrici) non sono sufficientemente prese in
considerazione dalla medicina e dall’organizzazione sanitaria. Ancora minore
è l’attenzione data agli eventi patologici connessi con il lavoro
domestico, in particolare gli infortuni. Scarsa è ancora l’attenzione alla
diversa riposta biologica ai comuni rischi lavorativi come il lavoro pesante,
il lavoro a turno,
la tossicocinetica. Lo
stress patologico è associato esclusivamente al lavoro produttivo, senza
considerare il maggior rischio psico-sociale che colpisce le donne e che è
dato dal doppio carico di lavoro. Si impone la revisione allora e
l’ampliamento delle prospettive di ricerca sui fattori eziologici e di
rischio di molte patologie che interessano le donne, prime fra tutte le
patologie cardiovascolari e
psichiche.
In coerenza con
questa premessa, presso il Ministero della Salute è stata insediata l’8
giugno scorso
la Commissione Salute
delle donne, di durata triennale, suddivisa in sette gruppi di lavoro:
1. preparazione della Conferenza
nazionale sulla salute delle donne e del Piano Intersettoriale;
2. approccio di genere alla salute
3. il percorso nascita: periodo
preconcezionale, gravidanza, parto, puerperio;
4. la salute sessuale e
riproduttiva;
5. la salute delle donne durante
tutto l’arco della vita;
6. i tumori;
7. la violenza contro le donne.
Rispetto alle
attività del Ministero della Salute per la promozione della salute delle
donne e dei bambini, è stato redatto un documento “Verso un Piano
d’Azioni sulla salute materno-infantile” presentato a Napoli l’8
marzo scorso.
Tra le azioni
già deliberate si sottolineano:
1. le risorse stanziate
nell’ultima legge finanziaria per i servizi di radiodiagnostica e di
radioterapia di interesse oncologico, in particolare per le regioni
meridionali e insulari; per le cure palliative, anche pediatriche; per
l’assistenza odontoiatrica, anche pediatrica; per Progetti attuativi del
PSN, in particolare per la salute della donna e delle gestanti, delle
partorienti e dei neonati; per le malattie rare; per gli screening oncologici;
2. il ddl per la promozione e tutela
della salute e dei diritti delle partorienti e dei nati, attualmente in
discussione come testo unificato presso la Camera dei Deputati;
3. il piano di vaccinazione contro
l’HPV per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina;
4. lo screening obbligatorio per le
sordità congenite;
5. le Linee Nazionali di indirizzo
per la promozione dell’allattamento esclusivo al seno;
6. il Progetto Ministero della
Salute/CCM/ISSS per l’assunzione ottimale di acido folico in gravidanza;
7. il Progetto Ministero della
Salute/CCM/ISSS per la promozione e la valutazione di qualità di modelli
operativi del percorso nascita;
8.
la Campagna Nazionale
di comunicazione sulle sette azioni raccomandate per la prevenzione attiva e
la promozione della salute nei primi anni di vita del bambino;
9. il Progetto Ministero della
Salute/CCM/ISS per la sorveglianza sugli stili di vita e i comportamenti
salutari dell’età evolutiva;
10. il Piano delle cure palliative
pediatriche;
11. il Piano di Prevenzione di
odontoiatria infantile.
In
conclusione:
La promozione
della salute delle donne e dei bambini è obiettivo strategico di questo
Ministero, che fin dall’inizio ha inteso promuoverlo come vero indicatore
della qualità, dell’efficacia e dell’equità del sistema sanitario e, più
in generale, del benessere della società nel suo complesso.
La promozione
della salute delle donne e dei bambini, in questo senso, è un vero paradigma
del livello di civiltà, democrazia e sviluppo di un Paese.
Ci
auguriamo che queste parole del Ministro possano tradursi in fatti e
soprattutto trovino applicazioni, intenzioni e finanziamenti nelle singole
realtà regionali italiane, per il benessere delle donne e il miglioramento
della qualità di vita.
Maria
Cristina Campanini
10
luglio 2007
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