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Conferenza

LA DONNA E LA MEMORIA

Saluto: Carla De Albertis (Assessore alla Salute)

Relatori: Giuliano Binetti, Carlo Vergani

Introduce: Gabriella Salvini Porro

Modera: Francesca Merzagora

Milano, 30 gennaio 2007 Ore 11.00

Sala Alessi, Comune di Milano

Palazzo Marino, Piazza della Scala, 2

R.S.V.P. tel. 02 29015286 fax 02 29004729 e-mail: info@ondaosservatorio.it

In collaborazione con:

Rasini Viganò Assicurazione, Essere e Benessere, Associazione Mogli Medici Italiani

La conferenza sulla “Donna e la Memoria” è parte di un ciclo di incontri annuali promossi da O.N.Da in diverse città italiane con lo scopo di informare e sensibilizzare sui risultati della ricerca, sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce e sui principali traguardi raggiunti nella cura delle patologie più comuni che colpiscono la donna.

Tra le demenze, la malattia di Alzheimer sta divenendo sempre più un fenomeno di rilevanza sanitaria e soprattutto sociale. L’età e l’invecchiamento rappresentano i più importanti fattori di rischio per questa patologia. Si stima che in Italia i soggetti affetti dalla malattia di Alzheimer oggi siano circa 500.000, e guardando al futuro potremmo stimare la presenza di circa 213.000 nuovi casi per anno a partire dal 2020. Sono dati impressionanti che devono far riflettere sia dal punto di vistasanitario che sociale.

La donna è particolarmente colpita da questa forma di demenza: si calcola che il 5.2 degli uomini ultra 65enni abbia la malattia di Alzheimer e questo dato aumenta al 7.5% nelle donne. La donna mostra anche una più alta incidenza della malattia in tutte le classi di età sopra i 65 anni.

La malattia di Alzheimer coinvolge il mondo femminile per due importanti fattori: per i dati di prevalenza ed incidenza sopra citati e perché la donna è la persona che principalmente si dedica all’assistenza del malato. Questo secondo punto presenta delle problematiche legate sia ai costi di gestione della malattia a domicilio sia all’impatto sulla società e sull’attività lavorativa della donna. Farsi carico dell’assistenza di un parente affetto da questo tipo di demenza comporta un elevato costo sociale e personale.

 

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