Noi aderiamo ai principi della carta HONcode della Fondazione Health On the Net Gennaio 

Home Su Chi Siamo Area Professionale Piano del Sito Assita Link Utili Lavoro AREA ISCRITTE

Su
Dicembre
Novembre
Novembre
Ottobre
Settembre
Settembre
Agosto
Luglio
Giugno
Maggio
Maggio
Aprile
Marzo
Marzo
Marzo
Marzo
Gennaio

Bandi per contrasto alla violenza di genere e al lavoro sommerso

 

A conclusione dell’Anno europeo delle pari opportunità il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità ha pubblicato due bandi rivolti a enti locali, pubbliche amministrazioni e associazioni.

Il primo bando, pubblicato sulla GU n. 284 del 6 dicembre 2007, è per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto della violenza di genere. L'obiettivo è di incentivare un approccio programmato e di sistema nel settore della prevenzione e del contrasto di tutte le forme di violenza sessuale e di genere e della tutela e del reinserimento delle vittime.

Il secondo bando, pubblicato sulla G.U. n. 145 del 12 dicembre 2007, è per il finanziamento di progetti pilota finalizzati all’emersione del lavoro sommerso nell’ambito del lavoro di cura domiciliare. L'azione si propone di migliorare la capacità complessiva di sviluppo del Paese, di favorire l’aumento del tasso di occupazione femminile coniugando condizione lavorativa, valorizzazione delle competenze, qualificazione professionale e spazi di conciliazione fra i tempi di vita professionale, familiare, individuale.

Possono presentare progetti Regioni, Province, Comuni e Associazioni.

I progetti dovranno essere presentati entro il termine di 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Scarica i bandi dal sito http://www.pariopportunita.gov.it/

Province e Comuni un patto per promuovere le politiche di genere e le pari

opportunità su tutto il territorio nazionale.

 

E’ stato siglato dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e dall’Unione delle Province d’Italia (UPI) il primo Protocollo di Intesa sulle pari opportunità.

L’ obiettivo è lo sviluppo in tutti i territori di una rete nazionale che promuova e valorizzi la presenza delle donne all’interno delle amministrazioni locali, soprattutto nei luoghi di responsabilità politica e amministrativa dove vengono assunte le decisioni strategiche per lo sviluppo del Paese e la qualità della vita di tutti i cittadini. Dai consigli e le giunte provinciali e comunali, ai consigli di amministrazione delle società partecipate e degli enti pubblici. La presenza femminile nelle istituzioni locali non è solo una questione di democrazia, ma rappresenta una strada necessaria per rinnovare la politica e la pubblica amministrazione, rivitalizzare la partecipazione della cittadinanza e scegliere nuove strade di impegno per le comunità locali.

Ad oggi, i numeri sono sconfortanti.  Nelle 107 Province italiane, ci sono 7 donne con incarico di Presidente, 13 donne vicepresidente e 10 donne presidenti di consiglio.

In Italia le donne sindaco sono 774, per una percentuale pari all’8,4% sul totale degli amministratori. La presenza di donne sindaco è superiore alla media nazionale nell’area nord-est (11,6%), nord-ovest (12%) e centro (9,8%), le isole si attestano sotto la media nazionale (7%) e il Sud sfiora appena il 4,3%. Più rosa si dimostrano le province di Bergamo e Torino, mentre al Sud hanno detto no ad un sindaco donna le province di 2 Bari, Siracusa, Caltanissetta, Matera e Ragusa. Per il centro-nord, soltanto a Massa Carrara non è stata eletta neanche una donna sindaco sull’intero territorio provinciale.

Con la stipula di questo protocollo, Anci e Upi hanno iniziato un percorso comune a favore delle donne. A promuovere questo impegno concreto sono state Arianna Censi,

Coordinatrice della Consulta Nazionale Pari Opportunità di Upi, e Amalia Neirotti,  Responsabile della Commissione Pari Opportunità di Anci.  “In un momento di crisi molto forte come quello che stiamo attraversando in questo momento – ha detto Arianna Censi- la politica e le istituzioni hanno bisogno dei talenti e delle risorse femminili per vincere la scommessa del rinnovamento. La pratica e l’esperienza delle donne che già lavorano nelle realtà locali dimostrano un nuovo modo di intendere la politica e di assumersi le responsabilità delle scelte che riguardano da vicino la vita dei cittadini e delle cittadine. E’ una pratica seria e condivisa della politica, che non fa notizia perché slegata da quegli sprechi e quegli eccessi ai quali l’opinione pubblica sta dando così tanta enfasi”.  “Il lavoro di squadra, la collegialità delle decisioni, la capacità di raccogliere la ragione degli altri, ma anche la concretezza delle valutazioni e delle decisioni, l’attenzione alle fasce più deboli e alla solidarietà – ha detto la sindaca Amalia Neirotti - sono alcune delle ricchezze che caratterizzano il governo al femminile e che mettiamo a disposizione del Paese. Non credo – ha concluso la sindaca – che l’Italia possa più concedersi il lusso di farne a meno”.  Il Protocollo di intesa fissa un programma di azione triennale per lo sviluppo delle politiche di genere che prevede il monitoraggio permanente della presenza femminile e maschile nelle giunte, nei consigli e nei consigli di amministrazione di nomina pubblica, nonché delle esperienze realizzate a livello locale; la diffusione delle buone pratiche e lo sviluppo di studi, ricerche, corsi di formazione e scambi con altri paesi dell’Unione europea; l’organizzazione di un’assemblea annuale delle elette e delle amministratrici delle Province e dei Comuni; l’elaborazione di un “Rapporto annuale sullo stato delle politiche di genere nelle amministrazioni locali” a partire dal 2008. Ma non solo. ANCI e UPI si impegnano a sostenere il programma con le proprie risorse e a richiedere al Ministero delle Pari Opportunità uno specifico impegno politico e finanziario.

 

Arianna Censi

Consigliera delegata alle Politiche di genere

a.censi@provincia.milano.it

 

Donne in guerra o al lavoro?

Dite la vostra!

Nel mondo del lavoro è spesso difficile , per una donna, trovare nelle altre donne alleati fedeli, anche se non impossibile. Mi sono spesso chiesta per quale motivo le donne che in ambienti neutri riescono a stringersi le une alle altre con grande energia e forza, che nella vita di tutti i giorni  sono portate ad abbracciare il cuore delle altre donne, nel mondo del lavoro spesso si isolano per scalare da sole. 

Donne che non hanno alcuna difficoltà a complimentarsi con “il” collega che viene promosso, possono mettere in atto perfidie e maldicenze inaudite se “la” collega fino a ieri a pari livello , viene gratificata con una promozione.

Senza coalizioni non si può davvero risalire.

Negli ambienti di lavoro, che siano gli uffici di una multinazionale o una corsia di ospedale le donne sono così occupate ad osteggiarsi e a guardarsi alle spalle che non stupisce che i vertici siano per la maggior parte occupati  ancora da uomini, nonostante le capacità e le risorse di genere potrebbero agevolarci  in molti settori. Notoriamente infatti la nostra altra metà del cielo non riveste le proprie strategie di movimento nel mondo del lavoro di emozioni non pertinenti ai loro passi.

Quale parte dei nostri modelli o degli stereotipi di genere ci impedisce l’alleanza con altre donne in un mondo già per noi non facile ?

Elena Moglio , medico psicoterapeuta

Se vuoi inviare un commento o la tua esperienza clicca qui.

 

Donne, politica e istituzioni: percorsi formativi per la promozione della cultura di genere e delle pari opportunità

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2007 l 'Avviso per il finanziamento del progetto "Donne, politica ed istituzioni – percorsi formativi per la promozione della cultura di genere e delle pari opportunità", adottato con decreto del 5 dicembre 2007 dal Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità.

Il progetto formativo - avviato sulla base di una intesa tra la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità e il Ministro dell'Università e della ricerca, in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione - si propone di fornire a un'ampia platea di corsiste/i un insieme di conoscenze teorico-pratiche volte a diffondere la cultura di genere e a promuovere l'affermazione e la partecipazione della donna nella vita politica e sociale.

Il Dipartimento finanzierà per il 50% del totale il corso che le Università italiane interessate, pubbliche e private, dovranno realizzare per due edizioni consecutive negli anni accademici 2007/2008 e 2008/2009.

I progetti dovranno pervenire entro 45 giorni dalla data di pubblicazione dell'Avviso nella Gazzetta Ufficiale. Il testo e i relativi allegati sono disponibili on line.

Per ulteriori informazioni e scaricare la modulistica vai sul sito http://www.pariopportunita.gov.it/

 

 

 

 

 

Free website counter

Su

Copyright © 2004/2007/2008-  Dott.sa Maria Cristina Campanini - Aggiornato il: 27 ottobre 2008.

Se avete bisogno di notizie potete inviare un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti. a campanima@tiscali.it

 

 

Free website counter