Le
finalità dell’associazione possono essere riassunte in tre principali
obiettivi:
Socializzazione.
Uno degli obiettivi cruciali dell’attività della Casa Magica è proprio
quello di offrire ai ragazzi la possibilità di imparare a stare in un gruppo,
grazie alla dimensione più ristretta (8-12 ragazzi per pomeriggio) che qui
possono sperimentare rispetto al gruppo-classe, e alla costante attenzione degli
educatori. La sfida è riuscire ad apprendere nuove modalitàper stare insieme, dove conoscere nuove persone con cui instaurare legami
significativi e duraturi, basati sull’amicizia e il rispetto dell’altro, ad
affrontare le piccole difficoltà del confrontarsi con i coetanei, ma anche con
ragazzi di età diverse, attraverso momenti di condivisione mediati dagli
educatori quali il gioco collettivo, le attività comuni e regolate, ma anche lo
studio individuale, che prevedono tutti lo sviluppo di capacità di
negoziazione, cooperazione, rispetto, tolleranza, fiducia in sé e sostegno
reciproco.
Questo
aspetto pare specialmente importante, non solo per quei ragazzi che manifestano
qualche difficoltà relazionale, ma in generale per tutti, in un momento storico
in cui gli spazi sociali e il numero di componenti per famiglia si riducono
sempre più.
Affiancamento
nella crescita. Elemento di forza che
caratterizza la Casa Magica è la scelta di puntare sulla relazione educativa
tra giovani adulti e ragazzi, dove i primi mettono a disposizione il loro
entusiasmo, le loro competenze e il loro tempo a beneficio di un’esperienza
differente da quelle che i ragazzi possono fare negli abituali contesti di vita.
La Casa Magica
segue i bambini in un periodo di vita che comprende l’infanzia e l’inizio
dell’adolescenza:è un momento che comporta varie difficoltà e fatiche da
affrontare e superare;
la Casa Magica
vuole porsi come spazio in cui il bambino possa prendere coscienza di sé
attraverso il riconoscimento delle proprie emozioni, spesso forti, a volte
contraddittorie e confuse, legittimandone l’esistenza e aiutando il bambino a
riconoscerle, incanalarle e, ove possibile, elaborarle.
Gli
educatori vengono così a rappresentare un importante punto di riferimento
capace di ascoltare e dialogare con i ragazzi perché più vicini a loro per età
e riferimenti, oltre che un modello positivo di crescita e di identificazione,
aperto, flessibile ma autorevole e credibile, che può stimolare e arricchire il
pensiero e la riflessione critica proprio perché occupa un ruolo e una
posizione diversa, benché non in contraddizione, da quella genitoriale.
Educazione
scolastica. Complementare alle altre
finalità, il sostegno e l’aiuto all’apprendimento e allo studio
rappresentano una parte importante dell’attività dell’associazione.
Con
questo non si intende proporsi tanto come servizio di “recupero” scolastico
individualizzato, quanto piuttosto di consentire ai ragazzi l’esperienza di
uno spazio, anche mentale, “dedicato” allo studio, con confini e contorni
delimitati, di cui viene valorizzata l’importanza.
Inoltre
l’impegno è di offrire ai ragazzi, secondo i loro diversi bisogni scolastici
ai diversi gradi, l’opportunità di essere affiancati e seguiti con
competenza, rassicurando così rispetto alle ansie di inadeguatezza davanti al
compito, aiutando a trovare un metodo di studio, e rinforzando le abilità di
base che sono spesso la condizione fondamentale per poter poi proseguire
nell’apprendimento in classe.
È infatti fondamentale che la
riflessione ed il ragionamento siano stimolati attraverso i compiti; che si
prenda coscienza delle proprie potenzialità attraverso il lavoro scolastico che
è l'attività in cui la capacità e gli interessi di ognuno possono essere
scoperti e valorizzati; che il rapporto con l’istituzione scolastica, vissuto
così faticosamente da molti ragazzi, sia favorito da un atteggiamento di stima
nei confronti della scuola da parte degli educatori. Questi si pongono come
interlocutori della scuola stessa, da un lato rispettando il lavoro degli
insegnanti, dall’altro manifestando la disponibilità a collaborare sui loro
suggerimenti.
La scoperta delle potenzialità
di ciascuno e un rapporto di stima reciproca possono permettere di progettare
insieme – ragazzi, insegnanti, famiglie, educatori – in modo realistico, la
scelta dopo la scuola dell’obbligo.