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Ecco adesso una carrellata tutta
italiana dei festeggiamenti e delle tradizioni più caratteristiche legati alla
notte dell’Epifania, conosciuta anche come
A Faenza, in provincia di Ravenna, il 5
gennaio è La stessa sera, non molto lontano, a Ferrara
ci sono i questuanti accompagnati da diversi personaggi mascherati: una vecchia
grinzosa, un vecchione e altri due o tre di straccioni, di cui uno tutto tinto
di nero a simboleggiare uno dei Re Magi. Tutti insieme intonano canti popolari
per invitare i cittadini ad essere generosi. In Friuli Venezia Giulia
il giorno dell'Epifania si salutano le feste appena passate con l'accensione del
tradizionale "Pignarul", un covone di rovi con in cima un pupazzo che
rappresenta Anche Roma vanta
una lunga tradizione di festeggiamenti. Nel suo poema sinfonico Feste romane,
Ottorino Respighi ha riservato alla Befana il più protervo degli stornelli:
"Lassatece passà semo romani", in riferimento alla confusione della
notte di piazza Navona. In questa piazza, fino agli anni Cinquanta gli artigiani
esponevano splendidi presepi, marionette, teatrini. Adesso le numerose
bancarelle offrono giocattoli e tanti, tanti dolciumi e zucchero filato. In Toscana è buona abitudine intonare la Befanata, ovvero la canzone della
Befana. Ancora oggi viene cantata da gruppi di fanciulli o di adulti che,
accompagnati di solito da strumenti musicali, vanno di porta in porta, la sera
del 5 gennaio, per propiziarsi la Befana e sollecitare i regali in cambio. La città di Urbania, in provincia di Pesaro, si è
candidata come il luogo più originale e adatto per ospitare
In
tutta l’Italia viene accettato il proverbio: Epifania,
tutte le feste le porta via….
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Copyright © 2004/2005/2006/2007/2008/2009/2010- Dott.sa Maria Cristina Campanini - Aggiornato il: 21 gennaio 2010. Per domande o commenti > campanima@tiscalinet.it Questo sito dal dicembre 2009 non è più referenza del settore Rosa dello SNAMI. |