Donne medicoStudio Snami, stipendi più bassi per camici 'rosa' con bebé
Trattamento meno favorevole per le donne medico che
smettono temporaneamente il camice per avere un bebè. Le dottoresse, per
esempio, sono penalizzate nella retribuzione rispetto alle insegnanti se
lasciano prima il lavoro per gravi complicanze della gravidanza. E ancora, le
donne medico sono parzialmente penalizzate per lo stesso congedo di maternità
rispetto alle neomamme che lavorano nella scuola e per il congedo parentale. E'
quanto emerge da uno studio dello 'Snami rosa', il settore femminile del
Sindacato nazionale autonomo medici italiani, che ha messo a confronto le
diverse clausole per la tutela della maternità, paternità, sostegno e
formazione dei figli, previste dal testo unico in materia, per i medici, gli
insegnanti, i dipendenti delle Poste e delle Ferrovie. Se costrette a lasciare
il lavoro prima del periodo di maternità, per gravi complicanze della
gravidanza, alle donne medico e alle future mamme impiegate alle Poste o nelle
Ferrovie, spetta una retribuzione dell'80%. Le insegnanti assunte a tempo
indeterminato, invece, godono sempre del 100% dello stipendio. Per la maternità
vera e propria, che va dai due mesi prima del parto ai tre successivi, il testo
unico prevede che tutte le categorie coinvolte nello studio percepiscano lo
stipendio intero. Fatta eccezione per le insegnanti con contratto a tempo
determinato, ma non solo. Dall'indagine emerge, infatti, che l'articolo 83 della
Convenzione stabilisce che durante la gravidanza e il puerperio i camici bianchi
addetti alla medicina dei servizi percepiscano lo stipendio intero per non più
di 14 settimane. Così, sottolinea lo Snami, vengono penalizzate le dottoresse
che lavorano in questo settore della sanità. Inoltre,
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