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Brindisi alla Salute

11 aprile 2006 - Anno 4, Numero 66

Donne medico

Studio Snami, stipendi più bassi per camici 'rosa' con bebé

Trattamento meno favorevole per le donne medico che smettono temporaneamente il camice per avere un bebè. Le dottoresse, per esempio, sono penalizzate nella retribuzione rispetto alle insegnanti se lasciano prima il lavoro per gravi complicanze della gravidanza. E ancora, le donne medico sono parzialmente penalizzate per lo stesso congedo di maternità rispetto alle neomamme che lavorano nella scuola e per il congedo parentale. E' quanto emerge da uno studio dello 'Snami rosa', il settore femminile del Sindacato nazionale autonomo medici italiani, che ha messo a confronto le diverse clausole per la tutela della maternità, paternità, sostegno e formazione dei figli, previste dal testo unico in materia, per i medici, gli insegnanti, i dipendenti delle Poste e delle Ferrovie. Se costrette a lasciare il lavoro prima del periodo di maternità, per gravi complicanze della gravidanza, alle donne medico e alle future mamme impiegate alle Poste o nelle Ferrovie, spetta una retribuzione dell'80%. Le insegnanti assunte a tempo indeterminato, invece, godono sempre del 100% dello stipendio. Per la maternità vera e propria, che va dai due mesi prima del parto ai tre successivi, il testo unico prevede che tutte le categorie coinvolte nello studio percepiscano lo stipendio intero. Fatta eccezione per le insegnanti con contratto a tempo determinato, ma non solo. Dall'indagine emerge, infatti, che l'articolo 83 della Convenzione stabilisce che durante la gravidanza e il puerperio i camici bianchi addetti alla medicina dei servizi percepiscano lo stipendio intero per non più di 14 settimane. Così, sottolinea lo Snami, vengono penalizzate le dottoresse che lavorano in questo settore della sanità. Inoltre, la Convenzione in vigore prevede che per i medici dell'emergenza territoriale i periodi di assenza per gravidanza, puerperio (ma anche malattia o infortunio e astensione obbligatoria) non siano più considerati come servizio effettivo. Dunque, non vengono conteggiati come punteggio o come anzianità di servizio, come invece previsto dalla precedente convenzione. Il testo unico dà a entrambi i genitori la possibilità di prendere un congedo nei primi otto anni di vita del bimbo. Per i medici il periodo di astensione facoltativa viene conteggiato ai fini dell'anzianità di servizio, e retribuito fino a 3 anni di vita del bambino e per un massimo di sei mesi al 30% dello stipendio. Dai 3 agli 8 anni viene corrisposta un'indennità pari al 30% dello stipendio, a patto che il reddito della persona interessata sia 2,5 volte inferiore all'importo del trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria. Nel mondo della scuola, invece, i primi 30 giorni di congedo vengono retribuiti per intero, e solo successivamente con il 30% dello stipendio. Anche le dipendenti delle Poste godono di un trattamento economico migliore dei camici bianchi. Anche in caso di assenza per malattia del bimbo fino a 8 anni d'età, le mamme e i papà che insegnano hanno un trattamento retributivo più favorevole rispetto alle altre categorie.

 

 

 

 

 

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