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Medici di famiglia in prima linea contro l'alcool

 

E' stato firmato un protocollo di collaborazione tra l'associazione degli Alcolisti anonimi e la Fimmg

Anche i medici di famiglia scendono in campo nella lotta all'alcolismo. E' stata infatti annunciata, nel corso del XXI raduno nazionale degli Alcolisti anonimi che si e' svolto a Rimini, la firma di un protocollo di collaborazione tra l'associazione e la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale).  ''Alcolisti anonimi - si legge in una nota dell'associazione - ritiene molto importante il rinnovato impegno di questa fondamentale struttura.

I medici di famiglia hanno la possibilita' di intervenire sugli alcolisti nella fase iniziale della malattia, risparmiando loro almeno 10 anni di sofferenze; essi conoscono meglio di chiunque altro la realta' dei singoli e delle famiglie italiane e possono utilizzare le migliori forme di intervento messe a disposizione sia dal mondo scientifico che da quello dell'auto aiuto''. Al raduno hanno partecipato molte personalita' del mondo medico e giornalistico, che hanno esposto il proprio punto di vista su un argomento ormai all'attenzione di tutti i professionisti della sanita'.

DOCTOR NEWS 26 settembre 2005

 

Allego qualche commento derivante  dalla  mia attività quotidiana di medico di famiglia su questo articolo, in quanto alcune cose mi sfuggono e altre proprio non riesco a comprenderle.

 

1 - i medici di famiglia da "sempre" si occupano della salute dei propri assistiti. Utilizziamo la definizione di salute non tanto come assenza di malattia ma come stato di benessere fisico, psichico e sociale come definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Non si tratta quindi a mio avviso di una improvvisa discesa in campo, ma di una (strenua!!) permanenza sul medesimo, volta a suggerire nei propri pazienti atteggiamenti consapevoli, in questo e altri ambiti preventivi.

 

2 - desiderei che mi si dicesse come permettere al paziente alcolista che spontaneamente viene a chiedere aiuto, di risparmiare almeno 10 anni di sofferenze. Applicherei poi successivamente la stessa metodica a tutte le altre patologie (e la consiglierei anche nei prossimi rinnovi contrattuali, così forse finalmente ce li risparmieremmo anche noi)

 

3 - presso  le ASL esistono e funzionano centri specifici e specializzati (NOA), gratuiti, con appuntamenti entro il 7° giorno dalla  richiesta di intervento, dove esiste un numero verde con operatori durante i giorni feriali e segreteria telefonica durante i festivi, dove si attuano i cosiddetti percorsi medico-psico-socio-riabilitativi personalizzati e studiati per il singolo paziente e la sua famiglia.

Credo che il medico di famiglia (messo a conoscenza di tali strutture e delle persone che vi lavorano a seguito dei corsi di formazione ASL, pubblicazioni e opuscoli) non possa e non debba improvvisarsi “tuttologo” rischiando di non fare l’interesse del paziente che segue di cui conosce le dinamiche familiari.

 

4 – sono peraltro convinta che ogni medico di famiglia, sia per i problemi prettamente organici che per i disturbi funzionali o disagi psicologici dei propri pazienti,  cerchi sempre le “migliori forme di intervento messe a disposizione dal mondo scientifico”, e non solo quando si fanno dei raduni con giornalisti e personalità.

 

        Milano 17.10.2005                   Maria Cristina Campanini

 

 

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