
Le donne in gravidanza chiedono frequentemente ai
professionisti che si occupano di assistenza prenatale un certificato che le
esenti dall’utilizzo in automobile della cintura di sicurezza, probabilmente
nella convinzione che la cintura di sicurezza non rappresenti un beneficio, ma
solo un intralcio o addirittura un rischio per il feto. La normativa vigente [1]
prevede (articolo 1, punto f) l’esenzione per le “donne in stato di
gravidanza, sulla base di certificazione rilasciata dal ginecologo curante che
comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle cinture
di sicurezza”.
In realtà, non disponiamo di conoscenze valide su quali siano le condizioni di
rischio nelle quali non utilizzare le cinture di sicurezza potrebbe
rappresentare un vantaggio. Risultano invece documentati i benefici conseguenti
all’impiego anche in gravidanza della cintura di sicurezza durante i viaggi in
automobile.
Studi osservazionali condotti in Regno Unito hanno rilevato che anche in
gravidanza, se non si utilizzano le cinture di sicurezza, aumenta il rischio di
essere proiettati fuori dal veicolo e la mortalità materna in caso di gravi
incidenti stradali passa da 4% a 33% [2-4].
Uno studio condotto da Harborview Injury Prevention and Research Center
di Seattle su una coorte retrospettiva di 2592 donne di età gestazionale >20
settimane (1243 con cintura di sicurezza e 1349 senza), coinvolte in incidenti
stradali tra 1980 e 1988 nello Stato di Washington (USA), ha rilevato una
maggiore frequenza di neonato di basso peso (rischio relativo – RR: 1.9;
intervallo di confidenza al 95% - IC 95%: 1.2-2.9) e una maggiore probabilità
di partorire nelle 48 ore successive all’incidente (RR: 2.3; IC 95%: 1.1-4.8)
nelle donne senza cintura di sicurezza rispetto a quelle trattenute dalla
cintura [5].
In una coorte retrospettiva di 322.704 gravidanze, delle quali 8938 coinvolte in
incidenti stradali nello Stato dello Utah (USA), i rischi di esiti fetali
sfavorevoli in donne gravide che hanno incidenti stradali e utilizzano la
cintura di sicurezza risultano sovrapponibili a quelli di donne che non hanno
incidenti stradali. Nello stesso studio le donne senza cintura, rispetto a
quelle trattenute dalla cintura, hanno mostrato rischi superiori di partorire un
neonato di basso peso (RR: 1.3; IC 95%: 1,0-1,6), sanguinamento eccessivo (RR:
2.0; IC 95%: 1.0-4.2) e morte fetale (RR: 2.8; IC 95%: 1.4-5.6) [6].
Il timore di danni fetali rappresenta la motivazione più comune per non usare
la cintura di sicurezza [7]. In caso di incidente stradale, i possibili danni
fetali sono da imputare alla brusca decelerazione, seguita dalla flessione
forzata del corpo materno sopra la cinghia addominale con compressione uterina.
Le cinture di sicurezza a tre punti possono impedire la flessione, ma la
decelerazione può causare comunque il distacco placentare. È stato valutato
che il distacco placentare possa accadere in 1%-5% degli incidenti non gravi e
in 20%-50% degli incidenti importanti [8], con i valori inferiori riferiti ai
donne che utilizzano la cintura di sicurezza [3,4,8,9]. Ciò significa che
comunque una cintura di sicurezza a tre punti, correttamente indossata, è in
grado di ridurre sia la mortalità materna che fetale.
L’argomento è stato affrontato nell’ambito della ricerca sulle cause
evitabili di mortalità materna legata a gravidanza e puerperio condotta
dall’organizzazione collaborativa del Regno Unito Confidential Enquiry into
Maternal and Child Health - CEMACH (della quale fanno parte, fra altri, Royal
College of Obstetricians & Gynaecologists, Royal College of Anaesthetists,
Royal College of Midwives, Royal College of Paediatrics & Child Health).
CEMACH raccomanda che il trasferimento dell’informazione sui benefici
dell’utilizzo della cintura di sicurezza in gravidanza faccia parte dei
contenuti della assistenza prenatale:
“Tutte le donne dovrebbero essere informate, fin dall’inizio della
gravidanza, sul corretto uso delle cinture di sicurezza.
Più in alto e più in basso del pancione, non sopra.
Si devono utilizzare cinture di sicurezza a tre punti con il nastro orizzontale
posto il più in basso possibile, sotto l’addome gravido, ed il nastro
diagonale posto al di sopra dell’addome, facendolo passare tra i seni. La
cintura può essere regolata in modo da risultare confortevole e che il
meccanismo di blocco non scatti senza motivo” [7].

Bibliografia
1. Legge 4 agosto 1989, n. 284. Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 24 giugno 1989, n. 238, recante disposizioni urgenti in materia di
esonero dall'obbligo di utilizzare sistemi di ritenuta, nonché modifiche ed
integrazioni alle leggi 18 marzo 1988, n. 111, e 22 aprile 1989, n. 143.
Pubblicato su: Gazzetta Ufficiale n. 185 del 9 agosto 1989 [Testo
integrale]
2. Pearlman M et al. A prospective controlled study of outcome after trauma
during pregnancy. Am J Obstet Gynecol 1990;162:1502-10 [Medline]
3. Williams J et al. Evaluation of blunt abdominal trauma in the third trimester
of pregnancy: maternal and fetal considerations. Obstet Gynecol 1990;75:33-7 [Medline]
4. Pearce M. Seat belts in pregnancy. BMJ 1990;304:586-7 [Medline]
5. Wolf ME et al. A retrospective cohort study of seatbelt use and pregnancy
outcome after a motor vehicle crash. J Trauma 1993;34:116-9 [Medline]
6. Hyde LK et al. Effect of motor vehicle crashes on adverse fetal outcomes.
Obstet Gynecol 2003;102:279-86 [Medline]
7. Hammond TL, Mickens-Powers BF, Strickland K, Hamkins DV. The use of
automobile safety restraint systems during pregnancy. J Obstet Gynaecol Neonat
Nurs 1990;19:339-43 [Medline]
8. Griffiths M, Usherwood MM, Reginald PW. Antenatal teaching of the use of seat
belts in pregnancy. BMJ 1992;304:614 [Medline]
9. Wallace C. General Practitioners' knowledge of and attitudes to the use of
seat belts in pregnancy. Iri Med J 1997;90:63-4 [Medline]
10. Lewis G ed and CEMACH. Why Mothers Die 2000–2002 - The sixth report of
confidential enquiries into maternal deaths in the United Kingdom. London (UK):
RCOG Press; 2004 [Testo
integrale]
